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A Bomporto nasce la “Casa” anti mafia

08:48 - 29 dicembre 2011

Una “Casa della legalità” che intende essere una “risposta concreta delle istituzioni al rischio di insediamenti mafiosi”. Nasce a Bomporto, il Comune in provincia di Modena che da aprile si è trovato a dover ospitare l’esponente camorrista Egidio Coppola, finito lì in soggiorno obbligato una volta uscito dal carcere. Si tratta di uno dei 67 progetti su legalità, contrasto all’infiltrazione mafiosa e sicurezza urbana presentati da Simonetta Saliera, vicepresidente della Regione con delega alle Politiche per la sicurezza. La Regione partecipa con un contributo di 127.450 euro (95.000 le spese d’investimento e 32.450 le spese correnti) su un totale di 240.000 euro. “Il prefabbricato diverrà un luogo di incontro e promozione della legalità”, spiega una nota di viale Aldo Moro. “Il progetto prevede anche attività formative nelle scuole elementari e medie, con incontri con le famiglie e laboratori in collaborazione con i docenti – continua la nota – sui temi della legalità, dei diritti e dei doveri, della promozione dei valori dell’associazionismo, del volontariato e della solidarieta’”.

Intanto nessuna novità, per quanto se ne sa in Regione, sulla richiesta avanzata dai cittadini e dal Comune di Bomporto per allontanare Coppola. “Abbiamo cercato di smuovere le acque” e “ci sentiamo spesso con il sindaco” Stefano Borghi, sottolinea Saliera: ma finora “non è arrivata alcuna risposta”, riferisce Rossella Selmini, responsabile del servizio regionale Politiche per la sicurezza. Di certo si tratta di “situazioni molto delicate”, aggiunge Saliera, sottolineando che in regione “non abbiamo solo Bomporto”. Di persone in confino “ne abbiamo in diversi luoghi dell’Emilia-Romagna, ormai c’e’ intorno una storia vera- continua la vicepresidente- di problemi che nel tempo si evidenziano soprattutto nelle zone dove ci sono queste situazioni”. Casi che comportano la necessità di una particolare attenzione da parte delle forze dell’ordine ma anche di una “maggiore consapevolezza da parte dei cittadini – conclude Saliera – non per mantenere la nostra regione al riparo, ma per proseguire un’azione davvero combattiva di repulsione”.