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Castel Maggiore, salve le strade all’asta?

13:13 - 30 gennaio 2012

La sezione fallimentare del Tribunale di Firenze ha disposto la sospensione dell’asta del terreno su cui insiste via Neruda a Castel Maggiore, alle porte di Bologna, dando al curatore fallimentare il termine del 30 marzo per accertare la bontà delle ragioni espresse dal Comune in ordine al carattere di servitù di uso pubblico della strada oggetto dell’asta. Lo ha reso noto l’Amministrazione comunale. L’asta era stata indetta dal Tribunale dopo il fallimento di un’azienda che aveva costruito la strada nell’ambito di un piano urbanistico comunale. Visto, però, che non era mai stato perfezionato l’atto d’obbligo, il passaggio ai beni del Comune non è mai stato perfezionato. “Il Giudice – ha commentato il sindaco Marco Monesi – ha evidentemente ritenuto plausibili le nostre motivazioni, quelle stesse che avevamo già espresso al curatore fallimentare senza tuttavia ottenere ragione. Speriamo pertanto di arrivare alla fine di questa brutta vicenda, soprattutto speriamo di vedere cessare quella speculazione politica che ha anteposto l’interesse di parte alla difesa del bene comune e delle risorse dei cittadini. Il ricorso va anche a tutelare l’incauto acquirente che, oltre alla spesa di acquisto, rischierebbe poi di essere costretto a sobbarcarsi gli oneri di manutenzione della strada”.

Le aree messe in vendita sono soggette al regime demaniale, e dunque inalienabili: è questo l’assunto di fondo su cui ha fatto leva il legale del Comune per proporre l’istanza di sospensione del procedimento di vendita all’incanto del terreno su cui insiste via Neruda. Le motivazioni del ricorso articolavano in senso giuridico quanto sostanzialmente già espresso dal sindaco: la strada nasce come pubblica sia in sede di Piano regolatore che in sede di Piano particolareggiato, e se pure il fallimento della società Pirgus non ha permesso di perfezionare gli atti, via Neruda è assoggettata a regime demaniale in quanto bene stabilmente destinato al conseguimento di fini di pubblico interesse; si parla in proposito di ‘servitu’ di uso pubblicò. Il ricorso è stato anche trascritto alla Conservatoria dei registri immobiliari di Bologna, “affinché ogni potenziale interessato all’acquisto sia edotto del contenzioso legale cui potrà esporsi”.