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Proseguono i controlli dopo il terremoto Rimossi i decori dalla Reggia di Colorno
Giornata di controlli e verifiche oggi in Emilia, in particolare nelle province di Parma e Reggio, dopo la nuova forte scossa di terremoto, di magnitudo 5.4, avvenuta ieri pomeriggio alle 15.53 a 60,8 chilometri di profondità, con epicentro in una zona dell’Appennino parmense compresa fra Corniglio, Berceto e Monchio delle Corti. Sono seguite altre scosse di assestamento, l’ultima – di magnitudo 2.4 – alle 21.13; anche in Emilia è stata poi avvertita la scossa, di magnitudo 2, registrata sei minuti prima di mezzanotte dall’Ingv con epicentro nel Veronese. A Berceto la notte è trascorsa tranquillamente e la gente si é risvegliata con i primi deboli fiocchi di neve. Scuole chiuse oggi in tutto il Parmense, come è stato disposto ieri sera al termine del Tavolo tecnico in Prefettura, ma anche a Montecchio e Castelnovo, nel Reggiano. I principali danni, comunque abbastanza limitati, sono stati rilevati per ora alla reggia di Colorno (Parma); a Meletole (Reggio) due famiglie sono state costrette a lasciare le loro abitazioni, inagibili, mentre a Gualtieri, nella Bassa reggiana, rischia di crollare una guglia della chiesa. Proprio su chiese ed edifici di culto sono concentrati, tra l’altro, i controlli odierni, in vista delle funzioni religiose della domenica, per accertare che le strutture non abbiano subito lesioni.
Proseguono in Emilia i controlli, concentrati soprattutto sulle scuole e sul patrimonio artistico, dopo il terremoto di ieri. A Parma, la città più vicina all’epicentro del sisma localizzato fra Berceto e Corniglio, non ci sono stati danni alle scuole, eccezion fatta per qualche danno di poco conto su elementi non strutturali, come lo spostamento di pannelli di controsoffittatura e piccole lesioni ai pavimenti. Tutto sotto controllo anche nel Reggiano: la Provincia ha richiamato al lavoro tutti i tecnici per ispezionare gli edifici scolastici, oltre 70 strutture sparse su tutto il territorio, che non hanno subito danni e non sono stati segnalati problemi di agibilità. L’unico istituto in cui è stato necessario chiudere un’aula è il Chierici, a Reggio Emilia. Anche a Modena nessun danno sugli immobili comunali. Solo nella chiesa di Sant’Agostino è stato transennato per precauzione un altare laterale dal quale si è staccato un frammento di cornice di pochi centimetri. Al contrario, la chiesa di San Biagio, recentemente sottoposta a lavori di restauro anche in funzione antisismica, ha retto benissimo alla scossa. Le zone già puntellate del cimitero di San Cataldo, sottoposte a un complesso piano di recupero e manutenzione, non hanno avuto aggravamenti.
Due famiglie di Meletole, frazione di Castelnovo Sotto, nella Bassa reggiana, sono state evacuate in seguito al terremoto. Alcune crepe nelle abitazioni avrebbero spinto a questa precauzione. Una delle due famiglie è stata aiutata dal Comune, l’altra sarà ospitata da parenti. Sempre a Castelnovo Sotto oggi restano chiuse le scuole medie per accertamenti. Scuole chiuse anche a Montecchio, mentre saranno regolarmente aperte negli altri centri reggiani. Poco lavoro anche per gli ospedali reggiani. Il bilancio è di quattro persone rimaste contuse durante la fuga e sette colpite da crisi d’ansia. “Abbiamo svolto tanti controlli ma non abbiamo trovato nulla di rilevante – ha detto il sindaco di Brescello, Giuseppe Vezzani – Lunedì era già previsto l’arrivo di alcuni tecnici della Regione per verificare i danni ad una chiesa peraltro chiusa al pubblico. A questo punto controlleranno gli effetti di entrambe le scosse”. Per il primo cittadino del paese di Peppone e Don Camillo, “fortunatamente c’é stata solo una gran paura. Una paura che continua, non ci siamo abituati”.
Da lunedì saranno rimosse le statue e gli elementi di decoro che da più di tre secoli ornano la Reggia di Colorno, il monumentale palazzo Ducale abitato dai Farnese, dai Borbone e da Maria Luiga d’Austria. Lo hanno deciso i tecnici dopo le lesioni riportate dall’edificio dopo le due scosse di terremoto di mercoledì e di ieri. I due terremoti non hanno pregiudicato la stabilità del palazzo, ma quella della struttura decorativa. Sono nove, infatti, gli elementi che hanno ceduto alla violenza del sisma: due statue della facciata, l’ultima a cadere giace a terra sul lato della piazza transennata. Ce n’é un’altra sul lato del giardino anch’essa a pezzi al suolo: ma se si guarda in alto si può vedere una statua gemella pericolosamente in bilico. Ad esse si aggiungono pinnacoli e vasi decapitati lungo il perimetro e le due fiaccole della facciata della cappella ducale di San Liborio. Altri decori sono lesionati alla base, come se avessero subito un taglio netto, ma restano attaccati grazie alle strutture metalliche che li imbrigliano ai cornicioni. Anche le torri hanno subito contraccolpi: quella di destra, sul lato della piazza è al momento inagibile e in attesa di un esame più approfondito, quella che guarda il giardino ha una statua che incombe sul tetto dell’ala in cui si trova Alma, la scuola internazionale di cucina, la lanterna dell’altra torre sul lato del fiume è visibilmente lesionata. Lunedì la Reggia sarà chiusa e inizierà la rimozione degli elementi pericolanti. Il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli ha lanciato l’allarme dei costi: “Anche se una stima dei danni è prematura è del tutto evidente, come nel caso del Palazzo Ducale, che gli enti locali oggi non sono in condizioni di assumersi la responsabilità degli interventi necessari. Per questo ci confronteremo con la Regione e l’Agenzia di Protezione civile regionale e il Dipartimento nazionale”. Sopralluoghi anche a Sissa, dove a preoccupare è la Rocca dei Terzi, che ospita il Municipio. Ci sono situazioni segnalate anche alla Rocca di Fontanellato e a palazzo Giordani, una delle sedi della Provincia a Parma.
TAG: Tag:Castelnovo Sotto, colorno, montecchio, parma, terremoto
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