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Giornata della Memoria, il genocidio raccontato da Edith Bruck

18:13 - 27 gennaio 2012

La testimonianza della scrittrice ungherese Edith Bruck, sopravvissuta ai campi di sterminio nazisti, raccontata attraverso il suo lungo percorso biografico con il ricordo delle principali esperienze vissute dagli anni dell’infanzia e dell’adolescenza alle discriminazioni subite in Ungheria fino alla cattura e al trasferimento ad Auschwitz. In occasione della Giornata della Memoria, oggi Palazzo Valentini ha ospitato in anteprima la proiezione del documentario ‘Dove vi portano gli occhi, a colloquio con Edith Bruck’, di Ivan Andreoli e Fausto Ciuffi, prodotto dalla Fondazione Villa Emma di Nonantola, realizzato con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena in collaborazione con la Provincia di Roma. Ad assistere alla proiezione, molti ragazzi delle scuole e la stessa Edith Bruck, oltre al presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, all’assessore alla Scuola Paola Rita Stella, al presidente della Comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici e a quello dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna Matteo Richetti. “Un uomo senza memoria non esiste – ha detto Zingaretti – noi siamo memoria e chi non la ha è considerato malato. L’aspetto culturale della memoria è la comprensione di ciò che è accaduto e per questo avere memoria degli eventi che hanno portato alla Shoah ci rende vigili affinchè il germe della discriminazione non si trasformi in qualcosa di più grave”.

Toccante la testimonianza di Edith Bruck, oggi ottantenne, prima della visione del filmato: “non si dirà mai abbastanza di cosa erano i campi di sterminio perchè è impossibile riuscire a raccontare tutto. I campi erano 1.634, e il 27 di gennaio non sono stati liberati tutti, noi a Bergen-Belsen siamo stati liberati ad aprile. Abbiamo fatto una promessa a quelli che sono morti: di raccontare ciò che è successo per dar loro voce ed è una cosa che farò finchè vivrò”.