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Anno giudiziario al via tra le lamentazioni Allarme per le infiltrazioni mafiose

16:30 - 28 gennaio 2012

“Oltre alle minori definizioni dei tribunali e della Corte d’appello e al pur modesto aumento dei tempi di definizione da parte di quest’ultima, quel che soprattutto preoccupa è che le pendenze continuano ad aumentare incontenibilmente, con la conseguenza che, di questo passo, superata una certa soglia, il sistema finirà per implodere sotto il suo stesso peso”. Così Giuliano Lucentini, presidente della Corte d’appello di Bologna, nella sua relazione sull’amministrazione della giustizia all’inaugurazione dell’anno giudiziario a Bologna. “Da questo punto di vista, è a maggior rischio la Corte, la quale, con le sue 16 mila pendenze, era, alla data del 31 dicembre 2010, al settimo posto tra tutte le Corti d’appello della Repubblica”. Nella sua relazione Lucentini ha dato i numeri della giustizia civile e penale, non risparmiando di sottolineare i dati negativi. Il vice presidente del Csm, ha detto che l’inaugurazione dell’anno giudiziario non deve essere solo occasione di lamentazioni. “Ma io – ha detto Lucentini – sono responsabile dell’amministrazione della giustizia nel distretto e se ci sono cose che non funzionano non posso non dirlo”.

Alla cerimonia è intervenuto anche Emilio Ledonne, procuratore generale della Repubblica che ha lanciato l’allarme mafioso: “Le indagini condotte da procure come quella di Bologna e di Parma confermano che i territori del distretto non possono considerarsi estranei a fenomeni corruttivi, in alcuni casi, anche rilevanti”. In particolare, per le recenti indagini di Parma, Ledonne ha ricordato che “hanno visto il grave coinvolgimento di amministratori comunali e imprenditori in ripetuti episodi di corruzione e concussione”. Il procuratore generale ha spiegato che nel 2010 e nel primo semestre del 2011 sono stati iscritti nelle procure del distretto 40 procedimenti per concussione, sei per corruzione per atti di ufficio e 65 per corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio. “Pur non essendo molti i procedimenti che attengono a fenomeni corruttivi di particolare gravità – ha aggiunto – è necessario evidenziare come le indagini condotte da alcune procure del distretto segnalino un elevato tasso di inquinamento di alcuni strutture pubbliche locali nei settori degli appalti pubblici, della sanità e del servizio del trasporto locale”.

Nessuna sottovalutazione ma la necessità di “grande attenzione”. Così il prefetto di Bologna Angelo Tranfaglia a chi gli ha chiesto se avesse letto nella relazione del procuratore generale Emilio Ledonne una accusa di sottovalutazione del fenomeno mafioso alle istituzione economiche locali. “Oggi ancora una volta il pg ha richiamato l’attenzione di quanti hanno responsabilità in questa regione a non sottavalutare i rischi di infiltrazione che, come dimostrano alcuni dati, anche in questa regione sussistono”. Tuttavia, questa è una regione “particolarmente attenta e sensibile nelle sue espressioni istituzionali ad accogliere e tener conto dell’invito”, ha aggiunto, ricordando le norme in materie varate dalla Regione (citate anche da Ledonne nel suo intervento) e l’azione di prefetture e giunta emiliano-romagnola per realizzare protocolli in materie di appalti e maggiore contrasto alla criminalità realizzati negli ultimi anni. Fronte su cui ha annunciato imminenti novità. Come imminente (“pochi mesi”) è per il prefetto l’apertura della sezione bolognese della Dia, annunciata a dicembre dal ministro dell’Interno Annamria Cancellieri.