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Calcioscommesse, la difesa di Signori: nessun contatto con l’Ungheria
Gli unici contatti telefonici che Beppe Signori ha avuto con l’Ungheria “non possono che riferirsi a contatti risalenti all’esperienza sportiva avuta ai tempi in cui lo stesso giocatore militava nel Sopron”, squadra ungherese in cui l’ex capitano della Lazio è stato nel 2005-2006. E’ quanto sostiene in una nota il pool difensivo del calciatore, indagato nell’inchiesta sul Calcioscommesse, volendo così smentire un collegamento tra le chiamate e le indagini della Procura di Cremona: “Nessuna di queste telefonate, come del resto nessun altro colloquio telefonico di sorta – prosegue la difesa di Signori – ha a che fare o rilevanza alcuna nel procedimento denominato ‘Last Bet’”. Rispetto al quale “si confida venga presto e finalmente chiarita la sua estraneità rispetto a qualsivoglia illecito, penale e sportivo, ascrittogli”. “E’ chiaro – si legge ancora – che alla base di questo accanimento mediatico non possa che esservi attenta regia da cui promana, a cadenza regolare, questa illegittima fuga di notizie coperte dal segreto istruttorio e che fa comodo a chi ha interesse a mantenere forte la pressione su Signori”. Rispetto alle “svariate ipotesi fantasiose che in tutti questi mesi hanno riempito le pagine dei giornali” lo staff dell’ex calciatore assicura di aver preparato diffide e querele.
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