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I luoghi comuni degli ospedali psichiatrici diventano uno spettacolo teatrale
Persone irreparabilmente violente e impossibili da reinserire nella vita civile. E’ il pregiudizio che circonda chi vive negli ospedali psichiatrici giudiziari. Un luogo comune che il linguaggio teatrale ha trasformato in metafora: gli interanti diventano pitbull, cani addestrati per combattere e poi rinchiusi o abbattuti, e l’Opg diventa un “canile giudiziario”. Cosi’ e’ nato “Pitbull”, lo spettacolo realizzato e messo in scena dagli internati dell’Opg di Reggio Emilia per la regia di Monica Franzoni e Riccardo Paterlini. “L’Opg ha bisogno di raccontare le sue storie, di parlare dello stigma a cui gli internati sono sottoposti e dell’attesa snervante delle dimissioni, un’attesa che a volte si conclude solo con il suicidio”, spiega il regista. “Pitbull” affronta il tema della violenza. Secondo Paterlini, “nelle storie dei ricoverati, la violenza inferta agli altri deriva spesso da una violenza subita che nasce dalla malattia incompresa. Nello spettacolo l’Opg emerge come un ‘canile giudiziario’ in cui gli internati vengono confinati, mentre dovrebbero lavorare per la propria risalita e per il recupero di un equilibrio”. Non e’ la prima volta che il teatro entra nell’Opg di Reggio Emilia. Monica Franzoni, co-regista del nuovo spettacolo, ha iniziato a lavorare con gli internati gia’ dieci anni fa. Insieme alla compagnia Teatro sociale Gualtieri ha costituito il Laboratorio Teatrale Opg a partire dall’esigenza di fare uscire le vicende personali di individui che avevano perso l’abitudine di parlare alla realta’ esterna e a farsi sentire da essa. Raccontare pero’ e’ necessarioanche per i detenuti-pazienti dell’Opg, cosi’ negli ultimi tempi, il laboratorio ha risposto a questo bisogno realizzando spettacoli su vari aspetti della realta’ degli ospedali psichiatrici giudiziari.
TAG: Tag:ospedale psichiatrico, teatro
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