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Prodi dialoga con Ding Wei in Santa Lucia

14:41 - 21 febbraio 2012

Seconda puntata dei dialoghi tra l’Alma Mater di Bologna, rappresentata da Romano Prodi, e gli ambasciatori delle principali forze mondiali. Dopo il Brasile si aprono le porte alla Cina, ospitando l’ambasciatore in Italia Ding Wei. Ben sapendo che il Paese del Dragone “e’ complicato da conoscere, a causa degli stereotipi sui cinesi e della barriera linguistica difficile da superare”. E anche per questo, il tema scottante del rispetto dei diritti umani in Cina sara’ accuratamente evitato. L’appuntamento e’ per dopodomani, giovedi’ 23 febbraio, alle 17 nell’aula absidale di Santa Lucia. Prima dell’estate, molto probabilmente a maggio, tocchera’ invece agli Stati Uniti. A parlarne e’ il rettore Ivano Dionigi, questa mattina a margine del Cda d’Ateneo. “Noi per il Brasile siamo il pivot in Italia- afferma Dionigi- avremmo l’ambizione di esserlo anche per la Cina”. E aggiunge: “Da parte dell’Universita’ di Bologna arriva un messaggio di consapevolezza sulla necessita’ di riscoprire il giusto equilibrio tra Oriente e Occidente”. L’incontro di giovedi’ e’ “aperto alla citta’”, ci tiene a precisare il rettore, e saranno presenti anche il numero uno di Unindustria Bologna, Alberto Vacchi, e l’assessore regionale alle Attivita’ produttive, Gian Carlo Muzzarelli. Il tema del dialogo tra Prodi e Ding Wei, pero’, non sara’ solo di tipo economico. Si parlera’ infatti del “modello di sviluppo secondo i caratteri cinesi- spiega Marina Timoteo, direttrice dell’Istituto Confucio di Bologna e organizzatrice dell’evento- e della difesa della cultura millenaria della Cina nel mondo”.