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Il Pallone Gonfiato

di Alberto Bortolotti

 

 

LE DIFESE DISPARI

Sette squadre in Serie A su 20, un numero rilevante, adottano la difesa “ dispari “, metodo a 3 che può diventare a 5, e per la precisione sono: il Napoli e l’Udinese, guidate dei due allenatori – probabilmente – migliori del campionato ( Mazzarri e Guidolin ), da tempo fedeli interpreti di questo modulo, più i neo-convertiti Montella a Catania, Reja a Roma, Tesser a Novara, Delio Rossi a Firenze e Pioli a Bologna. Solo tre di questi sertte hanno lo stesso tecnico dell’anno scorso, e solo Tesser tra loro ha cambiato in “ corsa “. Quasi tutti scelgono questo schieramento per carenza numerica di esterni ( congenita o temporanea, vedi Lazio falcidiata dagli infortuni ) rispetto ai centrali difensivi – esempio classico il Bologna che sull’out destro, ma un paio di volte anche a sinistra, riciclava Raggi, quando difendeva a 4 -, qualcuno magari perché ritiene di averne uno o due molto bravi ( Maggio a Napoli e in Nazionale, Cassani e Vargas a Firenze,  con sacrificio di Cerci, oggi fuori dalle gerarchie, Basta e Armero a Udine ).

Variante ulteriore, il centrocampo. Pioli ha sposato questa tattica con l’intento dichiarato di far convivere Mudi e Perez senza imporre loro attitudini da mezz’ala, e delegando di fatto a Diamanti e Ramirez le chiavi qualitative del centrocampo ( vaga similitudine con il Catania che ha due creatori di gioco, Lodi e Almiron ). Solo Mazzari gioca a 4 in mezzo, avendo comunque un playmaker, Inler, e un portatore d’acqua, Gargano. Gli altri, più spesso, scelgono di schierarsi con il “ vertice basso “, ancorché non trascendentale, dato Radovanovic al Novara ( che in effetti è poi penultimo…). Ammetto candidamente di non conoscere il viola Salifu, recentissima scoperta di Delio Rossi.  

Quanto agli equilibri difensivi più o meno rispettati,  siccome si sente spesso dire che a 4 è meglio – tutto da dimostrare -, Udinese e Napoli sono a +14 e + 13, tra gol fatti e gol subiti, alla 17esima giornata. Ma lì si tratta di meccanismi collaudatissimi – più che di valore individuale dei giocatori, non risulta infatti che Aronica o Ferronetti, per dire, abbiano mai vinto il Pallone d’Oro o siano neppure entrati in nomination…- e di coach nettamente migliori. Sugli altri bisognerebbe sospendere il giudizio finché il “ nuovo corso “ non è digerito. Di minima, si può pensare che il centrale dei tre svolga un po’ anche le antiche funzioni di libero, e quindi che il fattore protezione cresca. Nel Bologna, per esempio, aggiungendo ai tre centrali i due esterni + i due mediani, e Diamanti, ci sono otto giocatori dietro la linea della palla. Non proprio una squadra a trazione offensiva…Se poi ci si aggiunge un errore individuale o di reparto, allora puoi anche difendere in 15 che cambia poco.

10:08 - 14 gennaio 2012