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Qwant, il Motore di ricerca che protegge privacy e identità, ecco come funziona

Recentemente è arrivato anche in Italia un nuovo motore di ricerca che, a differenza di quasi tutti gli altri, mira a proteggere la privacy e l’identità degli utenti. Stiamo parlando di Qwant che, per la ricerca e per la navigazione su siti Internet come ad esempio slotbar.it , si definisce un motore europeo efficiente ed anche etico.

Il motore di ricerca Qwant, che prima di arrivare anche in Italia è stato inizialmente lanciato in Francia ed in Germania, mira a rispettare quelli che sono i diritti fondamentali degli individui e delle aziende, e per questo durante la navigazione degli utenti non raccoglie mai i dati personali, il che significa che, a differenza di altri motori di ricerca, è del tutto assente la pubblicità mirata.

In più, Qwant con il motore di ricerca, che è nato dalle risorse provenienti da investimenti privati, punta ad offrire al mondo una visione di internet che sia non solo panoramica, ma anche imparziale nel fornire ogni risultato. Essendo di conseguenza un motore di ricerca neutrale, Qwant non solo non altera mai i risultati in base al profilo dell’utente, ma nello stesso tempo sullo stesso tipo di ricerca gli utenti che utilizzano il motore di ricerca ottengono sempre le stesse risposte.

Questo significa anche che, rispetto ai motori di ricerca attualmente più utilizzati nel mondo, Qwant non offre mai prodotti sulla base del presunto potere d’acquisto dell’utente che effettua la ricerca, e lo stesso dicasi per ogni altro dato personale che, attraverso vere e proprie gabbie di filtri, porta di norma ad ottenere le risposte più vicine al proprio profilo  di utente mentre quelle contrarie vengono sistematicamente nascoste.

Ma qual è la fonte principale di ricavi di Qwant, motore di ricerca che è gratuito e che è accessibile a chiunque? Ebbene, proprio la Qwant attraverso il proprio sito Internet precisa che la principale fonte di ricavi è rappresentata da annunci pubblicitari che vengono visualizzati sulla pagina dei risultati di ricerca, ma questi non saranno mai esposti in maniera intrusiva e sempre in maniera responsabile e rispettosa, il che significa che nessuna informazione personale di alcun tipo sarà captata e/o trasmessa agli inserzionisti.

Qwant, in qualità di motore di ricerca neutrale e rispettoso della privacy, di conseguenza rispetta in pieno anche il cosiddetto diritto all’oblio che, con una decisione del 2014, è stato riconosciuto dalla Corte di giustizia europea. L’esercizio del diritto all’oblio consiste nell’evitare che dai risultati delle ricerche si trovino informazioni sulla propria persona a meno che queste non risultino essere di particolare interesse per il pubblico. Quello all’oblio, in altre parole, è un diritto della persona che permette al soggetto di non restare esposto, per un tempo indeterminato, a danni ulteriori legati pubblicazione reiterata di una notizia che può nuocere all’onore ed alla reputazione.

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